Sfacià

SFACIÀ
copertina Sfacia di Milo Fabiani

Pavia, dicembre 1992. Cinque amici partono per New York.

Patrizio Bussi ha ventisette anni, una villa nel centro di Pavia e un cognome che in città pesa. Ha anche un modo di stare al mondo che tutti scambiano per sicurezza, e che forse è soltanto un'armatura tenuta lucida con cura. Intorno a lui ci sono Fausto, Alberto, Franco, Pietro, Mario e Ludmilla: persone che sono diventate una famiglia, più vera di quella anagrafica.

Alla fine del 1992 decidono di partire per New York a festeggiare il Capodanno. Non è una vacanza. È il tentativo di respirare per qualche giorno in un posto dove nessuno li conosce e nessuno li sorveglia — lontano da una provincia che li tollera finché restano in silenzio, e dentro una città che intanto l'AIDS sta svuotando.

Portano con sé qualche traveller's cheque, una guida sgualcita e la certezza di andare a conquistare qualcosa. Quello che trovano dall'altra parte dell'oceano non è solamente l'America.

 

Sul titolo

Sfacià, in dialetto pavese, significa sfacciato — ma detto con una punta di ammirazione, che in italiano si perde. È un'accusa e un complimento nella stessa parola, a seconda di chi la pronuncia. Che è poi la condizione di chiunque decida di vivere allo scoperto in un posto dove non era previsto che lo facesse.

 

Dal libro

Tra i bar del centro e gli oratori parrocchiali, il silenzio era l'unica moneta spendibile. Essere "diversi" (per non dire di peggio) significava muoversi in un labirinto di sguardi obliqui, battute sussurrate dietro le spalle e una perenne, sottile oppressione che profumava di perbenismo democristiano. L'identità era un segreto condiviso in stanze chiuse o durante viaggi in macchina verso discoteche lontane, fuori provincia, dove si poteva finalmente smettere di recitare la parte dei "bravi ragazzi" senza fidanzata.

New York, nel 1992, rappresentava la terra promessa e, al tempo stesso, un campo di battaglia. Sapevamo già molto bene che l'ombra dell'AIDS stava ancora divorando la Grande Mela. [...]

Schiacciati dal grigiore di una provincia che ci voleva invisibili, quella metropoli ferita rimaneva l'unico posto al mondo dove potevamo sperare di esistere alla luce del sole.

C'erano solo pochi dollari in traveller's cheque, una guida Lonely Planet sgualcita e la fame disperata di chi sta per scoprire se la libertà esiste davvero o se è solo un'invenzione del cinema.

 

Il libro

252 pagine · brossura · ISBN 9791224084662
Pubblicato in self-publishing nel luglio 2026

Dove trovarlo

Amazon · Youcanprint · IBS · Feltrinelli